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la nostra storia

 

15 maggio 1930


Fondata il 15 maggio 1930, la Rari Nantes Trento nasce come sezione autonoma di una gloriosa polisportiva locale, la Unione Ginnastica risalente addirittura al 1870, istituita con fini non solo sportivi ma anche irredentistici e gemellata con la Ginnastica Triestina, tuttora in vita e fondata nello stesso anno.
Inizialmente le sezioni dell'Unione Ginnastica erano sette: calcio, atletica leggera, pugilato, ginnastica artistica, lotta e pesi, pallone elastico, bocce. Fu subito difficile la coesistenza fra le diverse sezioni (frazionamenti e suddivisioni capitavano anche allora) con  calcio e ginnastica che a quei tempi venivano privilegiati nella distribuzione delle risorse finanziarie.

 

Tutto questo andava a scapito delle altre discipline,  impedendo inoltre l'espansione di altre attività in crescita di interesse come ad esempio il nuoto. La situazione generò, all'inizio degli anni 30, una prima e clamorosa scissione che portò, da una parte, alla trasformazione in società indipendente della ATA (atletica leggera) e, dall'altra, alla nascita della Rari Nantes Trento: fondatore e, per trent'anni consecutivi carismatico presidente, Guido Manazzon (foto a sinistra), fra i meritevoli dello sport trentino.

 

Il distacco definitivo venne sancito nel 1932 col beneplacito del partito fascista e prima sede fu il Gran Caffè degli Specchi dei fratelli Pedrotti, nel centro storico cittadino. L'impianto che consentiva l’attività era allora la piscina "Cock" di via Madruzzo costruita dagli austriaci in epoca di dominazione asburgica. Dimensioni non regolamentari all’inizio (in seguito corrette con opere di ristrutturazione); acqua "climatizzata"... nel senso che la temperatura era quella che il clima consentiva; se c’era il sole era un poco meno fredda del solito, attività ridotta alle brevi estati trentine.


Gli anni ruggenti

Da allora, la Rari Nantes Trento si è costruita una vita sportiva inimmaginabile oggi, vita che qui scorriamo per sommi capi ma che purtroppo non può essere completa nei dettagli di alcune stagioni se non attraverso testimonianze, in quanto nel '75, quando ancora si era nella piscina di via Fogazzaro, un incendio distrusse moltissimi documenti. Nonostante questo è stato pubblicato un libro, una bellissima raccolta di momenti ed episodi dal 1930 al 1955. Lo diciamo con orgoglio, un libro fortissimamente voluto da Manazzon. E non solo: nel 1990, in occasione dei 60 anni del club, ecco anche una videocassetta. Un ricordo perenne di imprese storiche; ingiallite dal tempo e forse un poco ingigantite dalla fantasia di chi le racconta. Comunque incredibilmente vere ed a volte difficili da capire per chi non le ha vissute.

La "popolarissima"

Già nell’estate del '30 prese il via la prima gara, denominata "popolarissima": una non competitiva con gli atleti che si buttavano dall’altissimo bordo della vasca senza blocchi di partenza, un corrimano in ferro li sosteneva in bilico sul bordo. Le corsie erano spaghi tenuti a galla da turaccioli di sughero. E’ certo comunque che la cosa più folle che si organizzò fu il Criterium Invernale Coppa di Natale.

Nel dicembre del '34, e per sei anni consecutivi, degli autentici pazzi si buttarono nell’Adige per farsi portare, nuotando, fino a Rovereto. Ci arrivarono mai? Pare che si fermassero prima......un sacco di aneddoti a proposito.

E ancora si organizzarono 7 edizioni dei Campionati Italiani di Gran Fondo ed i Campionati Italiani Femminili nel lago di Levico.

A testimoniare le incertezze a cui portava una scissione, l’attività dei primi anni fu condizionata da mancanza di fondi e da difficoltà logistiche. Il Cock (la piscina)  apriva i battenti solo per i tre mesi estivi. Ecco che quindi nacquero iniziative per racimolare finanziamenti: sulla neve con gare di sci e sul ghiaccio con il famoso campo di pattinaggio di piazza Venezia a conduzione sociale.

La stagione agonistica iniziava con le spedizioni ai laghetti dell’Adige (proprio dove ora c’è la piastra del ghiaccio), laghetti denominati familiarmente “acque calde”, formati da scavi che si effettuavano per utilizzare il materiale per costruzioni. Le buche così createsi subivano le infiltrazioni di acqua del fiume che, stagnante, si prestava ad una “nuotata”. Non molta igiene, compagnia di molti girini e raganelle, ma una temperatura abbordabile (se c’era il sole).

 

Non solo nuoto

Nel corso degli anni la Rari Nantes Trento non fu dunque solamente sinonimo di sport acquatici: come abbiamo visto, si erano proposte iniziative sulla neve e sul ghiaccio. Ecco poi un campo di terra battuta con i canestri fatti di tavole di legno inchiodate assieme: il basket femminile.

Fu una disciplina che entusiasmò la città: a fianco dello stadio Briamasco anche 1.580 spettatori per seguire dalle tribune e dai muri di cinta  le imprese di queste atlete che raggiunsero il loro massimo alloro con il terzo posto conquistato nella serie "A" nel 1943.


Achille Santoni

L'ufficio storico del CONI scrive... Un trentino, Achille Santoni, usava tuffarsi nel Tevere con degli amici e, costruita una specie di baracca, propose di scrivere sulla porta l'inizio di un passo recitato dall'Eneide rigorosamente in latino (una volta per distinguersi si usava il latino, ora l'inglese) Rari Nantes... (a cui seguirebbe nel poema ... in gurgita vasta). Fu questa, la sede della prima società di nuoto italiana: la Rari Nantes Roma .... era il 1891. Negli anni seguenti Santoni fondò altre società in Italia fino al 1899 quando a Como fondò la Federazione Italiana Rari Nantes; la "mamma" della Federazione Italiana Nuoto. Ancora qualche cosa di strano, un montanaro si inventava letteralmente il movimento natatorio.

La guerra mondiale interruppe ma non distrusse quanto fatto nel primo decennio di vita del club. Manazzon riprese subito a spron battuto a ritessere la trama dell’attività sportiva cittadina ed i successi giunsero come pioggia. Gli anni '50 e '60 furono ricchi di gloria nel nuoto (ma anche nei tuffi con titoli italiani pure in questa disciplina); questa disciplina oramai aveva catturato tutte le energie del fondatore.

Nel 1952 ad Helsinki le prime Olimpiadi per un rarinantino, Carla Campregher. Nel 1960 finalmente Trento ha la sua piscina Coperta, la Rari Nantes può allenarsi tutto l'anno.

Nello stesso anno l'Ing. Del Favero, figura emblematica per lo sport trentino, diventa presidente della Rari Nantes, e lo sarà ininterrottamente fino al 1995. La sua reggenza è lunga e fortunata, contraddistinta da ambiziosi progetti tutti portati a termine.

Il Meeting Europeo Giovanile è solo uno di questi progetti: la XXXII^ edizione sarà nel marzo del 2000.

 

Gli anni '80 e '90

Ogni volta circa 1000 persone tra atleti ed allenatori. Il più grande ed antico appuntamento del nuoto giovanile continentale indoor. Centinaia di nuotatori che saranno in seguito protagonisti di Olimpiadi, Campionati mondiali ed europei e questa non è certo una esagerazione.

Nel 1976 la Del Favero termina la costruzione dellimpianto di Madonna Bianca che a tutt'oggi è la sede della Rari Nantes Trento. Un altro sogno che diventa realtà, un'altra vittoria.

Una lunga cavalcata attraverso gli anni '80 e '90 ci porta ad oggi, al mitico terzo millennio.

Altri momenti salienti che nella fretta abbiamo scordato sono il 1972, venti anni dopo quelle di Helsinki, le Olimpiadi di Monaco per Marcello Guarducci, altro rarinantino che parteciperà anche ai Giochi di Montreal 1976 ed a Los Angeles 1984.

1992: Mark Spitz, il mito del nuoto moderno è ospite d'onore del meeting giovanile... lo stesso anno, ancora giallo-blu alle Olimpiadi: a Barcellona ecco Renè Gusperti e quattro anni dopo il bis, Atlanta '96.
Il nostro coach Walter Bolognani premiato dall'Associazione Nazionale Allenatori come tecnico italiano dell'anno nel 1995.

1997 e Krisztina Egerszegi, la regina del nuoto mondiale anche lei torna a Trento come stella del meeting dopo le sue tre Olimpiadi vinte di seguito; vuole salutare la manifestazione che l'ha tenuta a battesimo da bimba. 1997: ancora Campionati Europei per Renè a Siviglia e fanno 13 i titoli italiani consecutivi vinti da questo nostro eroe.
1998 ed Andrè compete nei mondiali di Perth in Australia....ed ora, ieri, il 1999, ancora Renè si impone, dopo due anni dall'ultimo successo ad Helsinki, in Coppa del Mondo a Shangai....e d'estate al suo quinto Europeo estivo consecutivo, quello di Istanbul.....il miglior benvenuto al 2000.

Molte altre cose si sono susseguite: è dell'estate 1999 e di quella del 2000 la gestione della piscina di Lavis, una nuova splendida esperienza............altro sarà desunto dall'albo d'oro, e così viviamo e vivremo anche situazioni difficili come è naturale che sia.

La piscina di Madonna Bianca, nostro covo e casa non è più gestita da noi ma è rimasta comunque la nostra sede, e così abbiamo lasciato anche Casa Sporting, una stimolante "escursione" gestionale che abbiamo voluto tentare per un paio di anni dal 1997 al 1999 e che abbiamo deciso di interrompere....sempre seguendo l'ottica che la nostra storia ci insegna, ossia quella di intraprendere sempre nuove strade, saggiare diverse situazioni, cogliere nuove sfide.

Ma la nostra storia è solo agli inizi, abbiamo poco più di settant'anni e le attività continueranno come una cascata.

Nuovi nomi, nuovi successi, nuove speranze e nuovi obiettivi. La costante è che Rari Nantes va avanti comunque, sia pure in situazioni logistiche sempre diverse oppure con personaggi alla sua guida anche differenti, tutti comunque con qualcosa in comune: una grande grinta ed una grande personalità e forse per questo talvolta "scomodi"...fin dal fondatore Guido Manazzon.

 

I "giovani"

All'indirizzo con una matrice agonistica più marcata, si è certo preferito proporre ricreazione e sana attività psicofisica. Al "target" giovani anagraficamente, si è affiancato quello di giovani ad ogni età, perché tutti lo siamo e tutti vogliamo muoverci per stare meglio.........per battere il nostro avversario che pian piano è diventata la pigrizia.

C'è la presunzione di aver saputo seguire lo scorrere degli anni, di essere sempre stati attenti al cambiamento di interessi ed esigenze di chi si avvicina al nostro club. Sempre con i piedi per terra, sempre in silenzio, un silenzio a volte frainteso, ma per noi un silenzio che significa lasciar parlare i fatti, nel bene e nel male, comunque.

 

Il domani

Abbiamo sfogliato l'album dei ricordi della Rari Nantes, abbiamo rivisto i momenti salienti della storia di questa società, abbiamo parlato di quelle che sono le attività intraprese, abbiamo detto della storia, del passato.

E cos'è il futuro ? Quali saranno le novità o le iniziative di domani?

Rari Nantes cercherà di promuovere l'attività ricreativa e motoria in modo più ampio dal punto di vista quantitativo e migliore anche dal punto di vista qualitativo (compatibilmente con le strutture di cui si disporrà in futuro). L'impegno è di farsi conoscere attraverso tutti i mezzi di comunicazione, di avere uno staff con i requisiti per ogni situazione didattica attivata; di avvalersi di supporti tecnici e medici esterni verso cui indirizzare la nostra utenza. Non sarà quindi uno sterile invito a frequentarci per meriti o diritti acquisiti, sarà un tentativo di proporre il nostro punto di vista in relazione alla gestione del tempo libero, proponendo attività motoria ludico-ricreativa, amatoriale ed anche agonistica. Momenti di aggregazione  finalizzati al semplice socializzare tra gruppi di età ed abitudini anche molto diverse.

Crediamo che sia possibile trovare il punto di equilibrio tra gioco ed agonismo, tra benessere e "stakanovismo fisico". E’ sicuramente possibile porre in essere una realtà ricreativa in cui possa coesistere un centenario con un neonato, un fanatico della forma fisica con una massaia che vuole fare del movimento (oltre a quello che già fa in casa per tenere tutto in ordine), un atleta che compete per le Olimpiadi con un altro atleta che fa dell'allenamento di tutti i giorni la "sua" Olimpiade.

Rari Nantes proverà a fare qualcosa in questa direzione..... tutti sono bene accetti se vogliono darci una mano.

 
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